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ASLAM IN PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

Alla fine di febbraio il personale di ASLAM ha partecipato a un pellegrinaggio in Terra Santa per ringraziare dei 20 anni nella formazione professionale e affidare i progetti futuri.

Il viaggio ha ripercorso i luoghi più significativi della vita di Gesù: il momento dell’Annunciazione, a Nazareth, l’inizio della vita pubblica, a Cana di Galilea, e il suo scorrere attraverso tappe fondamentali fatte di incontri, predicazioni e miracoli sul lago di Tiberiade, come Cafarnao, Tabgha, dove si situa il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, la chiesa del Primato di Pietro e il monte delle Beatitudini. Dopo la visita al Monte Tabor, tradizionalmente riconosciuto come il luogo della Trasfigurazione di Gesù, i pellegrini hanno lasciato la Galilea per scendere in Giudea, a Gerico e sul fiume Giordano, per arrivare poi a Betlemme, dove si trova la basilica della Natività, e approdare infine a Gerusalemme, dove Gesù ha trascorso gli ultimi giorni della sua Passione. A un passo dalle porte della Città Santa hanno visitato i punti significativi situati sul Monte degli Ulivi: la grotta del Padre Nostro, dove i discepoli hanno chiesto “insegnaci a pregare”; la chiesa del Dominus Flevit, che ricorda l’episodio in cui Gesù pianse su Gerusalemme, e la basilica del Getsemani, ove è custodita la pietra sulla quale il Signore “sudò lacrime e sangue”.

In un crescendo di immedesimazione e coinvolgimento i pellegrini hanno varcato infine le porte di Gerusalemme per seguire il percorso della via Crucis fino a giungere al suo culmine, la basilica del Santo Sepolcro. Essa racchiude sia il luogo della Crocifissione sia l’edicola del Sepolcro, ossia il luogo dove Gesù è stato posto dopo la sua morte e da cui è risorto.

Nella Città Santa i pellegrini di Aslam hanno avuto anche la grazia di incontrare l’amministratore apostolico del patriarcato di Gerusalemme, l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, precedentemente Custode di Terra Santa. Con grande cordialità Pizzaballa ha descritto la situazione della minoranza cristiana in Israele, che esprime luoghi e situazioni di serenità, e ha testimoniato il rinnovato accordo tra le varie confessioni, che ha portato come frutto il restauro della basilica della Natività a Betlemme e dell’edicola della Resurrezione al Santo Sepolcro. Infine ha chiesto di pregare perché la Chiesa Latina di Gerusalemme “possa crescere nella fede e testimonianza a Gesù”.

Colmi di gratitudine e stupore per ciò che la Grazia ha generato in 20 anni di storia, i pellegrini di Aslam sono rientrati in Italia con la certezza che “l’uomo è felice quando ha chiaro lo scopo della vita. È l’incertezza dello scopo che toglie all’uomo la gioia del cammino”, come disse Don Luigi Giussani quando a sua volta visitò la Terra Santa.