Lentate spiegazione stage

UN ULTIMO GIORNO DI SCUOLA “DIVERSO”

L’ultimo giorno di scuola è spesso un momento di distensione per i ragazzi: un anno si conclude, si guarda con soddisfazione all’impegno dei mesi passati e si pregustano le imminenti vacanze. Nella sede ASLAM di Lentate hanno voluto aggiungere a questo turbinio di sentimenti e aspettative anche la prospettiva delle nuove avventure che attendono i giovani da settembre in poi, agevolando un processo di maturazione indispensabile per chi segue un corso di formazione professionale, così fortemente orientato al mondo del lavoro.

L’idea di partenza è stata questa: i ragazzi che ora concludono la prima classe di Operatore del Legno il prossimo anno dovranno impegnarsi con la loro prima esperienza di tirocinio formativo. Cosa esso significhi, cosa comporti in termini di impegno, serietà, attenzione – e anche fatica – non è noto a questi giovani. Chi può spiegare tutto ciò meglio degli studenti di seconda, che hanno appena terminato questa affascinante esperienza? Ed ecco allora che nella mattinata dell’ultimo giorno di scuola gli allievi del secondo anno del corso di Operatori del Legno sono “saliti in cattedra” per raccontare ai loro compagni più giovani tutto ciò che è necessario sapere del periodo di stage. Il confronto è stato vivace e ricco di domande, anche molto pratiche, come quelle concernenti il modo di raggiungere i rispettivi luoghi di tirocinio, gli orari da rispettare, i compiti svolti… Julian, ad esempio, ha raccontato con dovizia di particolari tutte le tecniche imparate e praticate affermando che, grazie al tirocinio, “ho capito meglio il mestiere del falegname. La soddisfazione, poi, di montare i mobili e di vederli nelle case, nel posto esatto per cui erano stati progettati, è stata davvero grande. Si è trattato di un lavoro di squadra, dove i colleghi sono sempre stati ben disposti a venirmi in aiuto”. Bisognava partire molto presto la mattina per arrivare in tempo in azienda, ma secondo Julian ciò non ha rappresentato un sacrificio molto grande.

Willy ha effettuato lo stage presso una bottega, lavorando sempre a stretto contatto con l’imprenditore che lo ha accolto “per realizzare strutture per poltrone e divani. Il mio capo è sempre stato gentile e accogliente: mi ha sempre spiegato ciò che dovevamo fare, mi correggeva quando sbagliavo” ed è andato ben oltre il semplice rapporto di lavoro: “mi ha anche aiutato a procurarmi una bicicletta per venire a scuola a fare la paura pranzo, perché sapeva che mi faceva piacere”. “Quello che hai imparato a scuola ti è servito durante lo stage?” ha chiesto un compagno di prima classe. “Moltissimo”, ha risposto Willy senza esitazione, “soprattutto la geometria e la matematica, ma in generale mi sono reso conto che tutto quello che studiamo torna utile quando inizi a lavorare” ha concluso Willy.

Il momento di confronto si è concluso con una sorpresa: i docenti hanno proiettato un video che ha voluto riassumere tutte le esperienze vissute dagli studenti nel corso dell’anno: tra situazioni impegnative ed esilaranti, i giovani hanno ripercorso una storia che sicuramente li ha fatti maturare, e che promette altrettanto anche nel futuro.