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Il tirocinio si impara dai compagni più grandi

In una scuola di formazione professionale il periodo più importante per la maturazione personale e professionale degli studenti è il tirocinio. Lo si affronta a partire dal secondo anno, ma occorre essere preparati a questo evento, così nuovo e così diverso rispetto alla quotidianità scolastica. Entrare in un ambiente lavorativo, adattarsi ai suoi ritmi e alle sue regole, accettare di riconoscere i propri errori e imparare da essi, se non è facile per un adulto lo è ancor meno per un adolescente. Per questo durante tutti gli anni di scuola docenti e tutor preparano gli studenti a questo momento fondamentale, educandoli alla puntualità, alla precisione, all’obbedienza… ma più di tutto vale l’esperienza già vissuta dai compagni più grandi. È il motivo per cui, prima che gli studenti del secondo anno affrontino il tirocinio, si organizza spesso un incontro con gli allievi di terza che hanno appena vissuto questo periodo, per condividere gioie e difficoltà, per fugare timori e paure che può avere chiunque sta per affrontare un nuovo passo.

Nella sede ASLAM di San Macario è stato organizzato un incontro di questo tipo: gli alunni del terzo anno del corso di Operatore Meccanico sono stati invitati a raccontare la loro attività di stage ai compagni di seconda, rispondendo anche alle loro domande.

Infondere fiducia per conoscere sempre di più

“Nel mio mese e mezzo di tirocinio ho lavorato presso un’azienda dove, nel primo periodo, mi hanno chiesto soprattutto di pulire macchine e locali” racconta Matteo. “In poco tempo hanno verificato che potevano fidarsi di me e perciò mi hanno messo alla prova con fresatrici e torni. Appena arrivato temevo che ci fosse troppa ‘seriosità’ in un luogo di lavoro” prosegue il giovane, “ma ho scoperto invece che il clima era sereno”. E così, giorno dopo giorno, Matteo ha imparato “a essere puntuale e attento, aspetti che vi consiglio di curare, oltre all’essere sempre rispettosi”. “Ma è possibile che per tutto il tempo del tirocinio ti facciano solo pulire il laboratorio?” domanda uno studente di seconda; “Dipende da te” risponde Matteo, “dal tuo comportamento, dalla fiducia che riesci a infondere: allora ti affideranno compiti sempre più impegnativi e interessanti”.

Sbagliando si impara

Nell’impresa dove ha fatto lo stage, Niang ha utilizzato trapani, frese “e facevo anche maschiature. Al termine del lavoro si pulivano le macchine. Prima di iniziare mi spaventava il fatto che si trattava di una nuova esperienza, invece poi mi sono trovato bene, grazie anche al tutor che mi spiegava tutto quello che non capivo e mi correggeva quando sbagliavo. Ecco, questa è la cosa più importante che ho imparato: se non capisci, puoi chiedere. E anche se all’inizio la fatica è molta, perché gli orari sono diversi da quelli della scuola, io vi consiglio di impegnarvi e non mollare”, conclude Niang parlando ai compagni più giovani.

Antonio prosegue sulla stessa linea, dando questi suggerimenti: “Quando sbagliate un pezzo, non arrendetevi: rifatelo. Se il capo vi sgrida per questo, apprezzate ciò che dice, senza poi andare dal collega a lamentarvi”. A un certo punto il lavoro ha talmente ‘preso’ Antonio “che quando tornavo a casa pensavo ai compiti che avevo lasciato in sospeso e mi preparavo per portarli a temine il giorno successivo”. Ma il tempo libero c’è? “La mattina occorre alzarsi molto presto per raggiungere in orario il posto di lavoro” è la risposta di molti, “ma poi la sera si è liberi di andare a fare sport o di riposarsi”. E al lavoro ci si annoia? “Se non vi date da fare, il tempo non passa mai” asserisce sicuro Antonio. Invece “nello svolgere i compiti che vi vengono affidati ci si sente realizzati” riconosce Matteo: “alla sera ti trovi davanti al pezzo che hai fatto e ti senti fiero di te stesso, perché magari la mattina temevi che non ce l’avresti fatta”.

Alessandro sottolinea l’ottimo rapporto avuto con il tutor aziendale, che gli ha fatto superare il timore di fare brutta figura: “Però occorre essere precisi, puntuali e disponibili e stare sempre attenti a quello che vi dicono”.

“Come superare questo senso di inadeguatezza?” domandano quelli di seconda. I ragazzi più grandi sono concordi: “La scuola ci aiuta ad acquisire delle conoscenze, a essere precisi, veloci, attenti, e tutte queste qualità sono state apprezzate nelle aziende dove siamo andati”. Insomma: “Al lavoro impari di più, se fai tesoro della basi che ti vengono date a scuola”.

Grazie a tutte queste raccomandazioni sicuramente gli studenti di seconda affronteranno con slancio il loro periodo di tirocinio!